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La Gazzetta del Cercle Terpsichore
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N°3 Giugno 2025 - - Comitato di redazione : Yvonne Vart, Edda Gulielmetti, Magdeleine Méric, Agnès Troncy, Xavier Monimart, Jean-Marie Bruson & Patrick Visseq
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Grazie a Douchanka Mancini per la traduzione.
Grazie a Susanna Moser per la revisione.
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Care lettrici, cari lettori,
Grazie per il vostro interesse e sostegno alla Gazzetta del Cercle Terpsichore.
Siete, attualmente, 131 abbonati a sfogliare le nostre rubriche sulla danza, il costume e la musica del XIX secolo.
Non dimenticate che questa Gazzetta è anche la vostra: avete la possibilità di partecipare in modo attivo, proponendo argomenti da trattare, idee di rubriche o, semplicemente, di condividere un'esperienza personale relativa alla danza e alla storia.
Ma prima di presentarvi questo numero 3, l'ufficio e io siamo lieti di annunciare la tenuta delle prossime
Giornate Europee della Danza Storica
dal 14 al 17 maggio 2026.
Questa seconda edizione si terrà come la precedente ad Aix-les-Bains, il weekend dell'Ascensione 2026.
In attesa delle informazioni più dettagliate che vi arriveranno prima dell'estate, annotate sin d'ora questo evento sul vostro calendario.
Alcune parole chiave per questo numero tre della Gazette: colore, umore, calore e... Quadriglia francese!
Diversi aderenti ci hanno comunicato le loro domande sull'uso del colore nella moda femminile nel XIX secolo. Il nostro amico ballerino e costumista Xavier Monimart ci propone un articolo illuminante su questo argomento.
Danze libere o coreografie? Entrambe, o mio generale! Se la danza di coppia coreografata non permette al Cavaliere di prendere l'iniziativa, invece nella danza libera si apre uno spazio per la spontaneità e la creatività del Cavaliere. Sì, ma fino a che punto? Yvonne Vart ci dà il suo punto di vista sull'argomento.
Sì, anche in marzo fa caldo in Sicilia e più particolarmente a Catania al ballo del Palazzo Biscari, dove Lucia Siragusa ed i suoi aderenti hanno riservato ai loro ospiti un'accoglienza molto calorosa e gioiosa. Magdeleine Méric dell'associazione Magdanses ci dà le sue impressioni di questa bella serata.
Jean-Marie Bruson del Quadrille Français ci fa rivivere in modo condensato la sua conferenza sulla danza a figura più famosa del XIX secolo, la Quadriglia Francese, conferenza che ci ha proposto durante i JEDH 2024.
Nella lettera dei lettori, scopriamo una formidabile iniziativa collettiva inter-associazione.
E per concludere questo numero tre, Edda Guglielmetti delle Fêtes Costumées di Ginevra ci invita a leggere un articolo sui bagni e i codici sociali nel romanzo del XIX secolo.
In attesa degli annunci dei prossimi balli della stagione 2025-2026, attendiamo con impazienza il ballo Titanic dell'associazione Le Quadrille Français, che chiuderà la stagione a Parigi il prossimo 28 giugno. Preparate i giubbotti di salvataggio...
Infine, le Fêtes Costumées di Ginevra celebrano il loro 25esimo anniversario a Montreux/Vevey dal 29 al 31 agosto.
Per rimanere informati sui prossimi eventi, consultare il nostro sito.
Buona lettura e bella estate a tutti.
Patrick Visseq |
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La Stagione dei balli 2024-2025
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Eventi organizzati dalla Federazione Le Cercle Terpsichore
28/06/2025 Le Quadrille Français, Paris
30/08/2025 Les Fêtes Costumées, Vevey-Montreux (Suisse)
Per ulteriori informazioni rivolgersi all'associazione organizzatrice (i link sono QUI)
La prossima stagione è in preparazione.
Per rimanere informati, consultare il nostro sito web. |
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L'abbigliamento femminile nel XIX secolo: alzare i colori!
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LA CODIFICAZIONE DEI COLORI NELLA MODA FEMMINILE DELLA SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO
A partire dagli anni 1830 la borghesia dominante instaura un codice di savoir-vivre molto rigoroso, una sorta di reminiscenza dell'"etichetta" nobiliare dell'Antico Regime.
Saper vivere l'abbigliamento è fondamentale e anche i colori dei diversi capi di abbigliamento giocano un ruolo importante in questo galateo.
Si distingue molto rapidamente una netta differenziazione dei vestiti, in funzione dell'ora del giorno e del luogo in cui si trova la signora, ma anche in funzione della stagione. Nonostante ciò è possibile usare una gamma molto ampia di colori. Le signore hanno molta più scelta per i colori delle loro controparti maschili.
Abiti da giorno:
Se la signora rimane a casa può permettersi di indossare un colore chiaro. Invece, se deve fare visite e spostarsi a piedi, preferirà un abbigliamento più scuro (più facile da pulire) e più sobrio : infatti è di pessimo gusto indossare all'aperto e durante il giorno un abbigliamento troppo ostentato anche se ne ha i mezzi.
Come si fa ancora oggi, per gli abiti da giorno d'estate si usavano colori più chiari che in inverno.
I colori sono molto vari e hanno nomi che non si usano più al giorno d'oggi: blu azuline, ponceau (rosso), blu Messico, ecc....
Abiti da ballo:
Se si nota una certa moderazione nei colori degli abiti da giorno per gli abiti da ballo tutte le tonalità sono consentite compreso il rosso: un articolo della Mode Illustrée del 1865 precisa che "Il rosso è frequentemente usato per i vestiti dei bambini e delle giovani donne, non è consigliato alle ragazze tranne come accessorio sulle toilette da ballo". Il bianco è estremamente comune come tinta di base associata ad elementi decorativi di colori spesso vivaci e contrastanti: volant in tessuto ma anche nastri, passamanerie , frange, fiori, pizzi, ecc...
Da notare che i pizzi sono solo neri, bianchi o ecru o eccezionalmente oro o argento e che è molto comune mettere sullo stesso vestito dei pizzi neri e dei pizzi bianchi.
La moda tendi il più delle volte alla tinta unita, ai camaïeux (tono su tono), o alle combinazioni di colori contrastati e meno spesso ai tessuti fantasia. La moda dei colori vivaci può essere spiegata dall'illuminazione delle candele o un po' più tardi del gas: compensava la scarsa luminosità dei salotti. Bisognerà aspettare l'estrema fine del secolo e l'illuminazione elettrica per vedere fiorire tonalità pastello a volte molto chiare.
Altre considerazioni possono influenzare la scelta del colore di un vestito:
1) La stagione : come detto in precedenza, soprattutto per gli abiti da giorno, l'estate, i colori chiari sono preferiti.
2) Le scadenze della vita :
- Le ragazze e le giovani donne hanno il privilegio delle tonalità più chiare.
- Per il matrimonio il bianco tinta unita diventa sistematico. È un'usanza relativamente recente (della metà del XIX secolo). Dato che il bianco è molto apprezzato anche per gli abiti da ballo, l'abito da sposa può essere facilmente "riciclato" impreziosendolo con rifiniture colorate.
- Il lutto è una scadenza della vita molto codificata nel campo dell'abbigliamento femminile di quest'epoca: si distinguono tre periodi di lutto la cui durata varia a seconda del legame di parentela che si ha con la persona deceduta. Il grande lutto, il mezzo lutto e il piccolo lutto. Il grande lutto è interamente nero, dopo un certo tempo si passa al semilutto: sempre nero ma con guarnizioni di jais e infine il piccolo lutto: dominante il nero ma che può essere impreziosito di bianco o di viola.
In materia di tintura tessile la seconda metà del XIX secolo fa grandi progressi nel campo dei coloranti chimici. Infatti il primo colorante sintetico appare nel 1856. Questi coloranti di sintesi permettono una migliore stabilità nelle sfumature difficili da ottenere con tinture naturali soprattutto su grandi quantità di tessuti. Inoltre permettono la creazione di numerose tonalità impossibili da realizzare a partire da prodotti naturali. Così la mauveina, brevettata nel 1856 dando i colori malva lilla e viola, conoscerà un immenso successo e sarà d'altronde il colore preferito dell'Imperatrice Eugenia. In una descrizione di un abito della Mode Illustrée del 1863 si può leggere "Quindi un abito di città in poult di seta di questa magnifica tonalità viola che si deve alle ricerche e ai lavori della chimica moderna..."
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Articolo di fondo di Yvonne Vart
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(...) la valse è la regina delle danze. Purtroppo, molti nobilitano con il nome di valzer, dei movimenti disordinati che gli assomigliano come la carpa all'elefante. Camminano, saltano, corrono, galoppano, girano in tutte le direzioni, scontrandosi con tutte le altre coppie.
Eugène Giraudet, La danse, la tenue et le maintien...(55e édition) c.1897
No, non è proprio quello che ho visto di recente nei balli : i ballerini non correvano né galoppavano, ma alcuni facevano così tante improvvisazioni, passaggi e contorsioni che non li ho mai visti fare più di 6 passi di valzer di seguito! Il loro "valzer" era più simile ai Landler (o al rock and roll per essere più contemporanea).
Eppure, che piacere accordare i propri passi a quelli del partner e girare in armonia; la coppia può trovare un'osmosi, un accordo fisico e musicale che può portare una felicità intensa.
D’altronde avete già visto incisioni o altre raffigurazioni di balli che fanno vedere delle braccia alzate o delle posizioni diverse dalla coppia chiusa? No, le coppie sono abbracciate e ruotano sul cerchio, con una bella omogeneità.
Noi cerchiamo di rispettare nei nostri balli lo spirito dell'epoca nelle musiche, nei costumi, nelle acconciature... allora perché deviare dallo spirito della danza di coppia?
Va bene una pastourelle alla fine di alcune frasi musicali o del valzer a sinistra per cambiare, ma per pietà, che il valzer non diventi una sfida per il cavaliere che si sente obbligato a fare il maggior numero di figure possibili con la sua dama. |
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Una serata al Palazzo Biscari di Catania - Sicilia
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Magdeleine Méric dell'associazione Magdanses di Montpellier ci dà le sue impressioni del Ballo dato a Catania lo scorso marzo dall'associazione Danzando l'800.
Siete mai stati in Sicilia, a Catania?
Coloro che sono venuti al ballo di Lucia, quello dell'associazione Danzando l'800 di Catania, hanno scoperto una città dove ogni portone nasconde un palazzo.
Lucia ha scelto uno dei palazzi più belli e grandi costruiti dopo il terremoto del 1693, il Palazzo Biscari.
Nel prologo del ballo, visitiamo questa dimora ancestrale in francese e in italiano, alla presenza di un discendente dei Principi Biscari.
Dopo l'aperitivo, prendiamo possesso della sala da ballo sulla musica di una marcia d'ingresso di Bellini, illustre cittadino di Catania. Le coppie di Italiani, svizzeri, francesi si formano in un evidente buon umore.
Il ballo si apre sotto il segno dell'amicizia, della convivialità, del piacere di ritrovarsi. Il piacere di ballare insieme ,le associazioni si mischiano , le crinoline si intrecciano.
L’abbondante banchetto si conclude intorno ad una grande torta in onore di Mongibello.
Chi è questo Mongibello molto rispettato e molto amato dagli abitanti di Catania?
Non è un ballerino, no. Un vulcano, l'Etna.
Ore 23, il "valzer dei Saluti"; dobbiamo lasciarci, non abbiamo voglia di andarcene.
Fortunatamente ci ritroviamo il giorno dopo per una visita del Teatro Bellini e di alcuni luoghi emblematici della città.
Non resta che ringraziare calorosamente il gruppo di Catania per l'accoglienza eccezionale che ci hanno riservato. Un piccolo cenno ad Anne Sophie che ha assicurato la traduzione delle danze in francese.
Magdeleine Meric,
Presidente dell'associazione Magdanses di Montpellier (Francia) |
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Teatro Massimo Bellini - Catania |
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L'evoluzione della quadriglia nel corso del XIX secolo di Jean-Marie Bruson
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Paul Gavarni (1804-1866), Un ballo a "la Chaussée d’Antin" (1832)
Due Quadrette in mezzo alla folla stanno ballando la pastourelle. |
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Durante le Giornate Europee della Danza storica ad Aix-les-Bains nel 2024, Jean-Marie Bruson ci ha proposto un'appassionante conferenza sulla Quadriglia francese.
Ecco un riassunto che vi permetterà di immergervi nella danza a figure più famosa del XIX secolo.
La quadriglia francese è stata la danza per eccellenza dei balli parigini durante tutto l’Ottocento, anche se il suo favore, nel corso degli anni, è gradualmente diminuito. Dopo aver invaso quasi esclusivamente, verso il 1820 le sale da ballo, a metà del secolo, secondo Cellarius, era "ammesso solo per un terzo alla pari con i valzer liberi e le polke". La sua preminenza si ridusse ancora durante la seconda metà del secolo, ma, nonostante tutto, si trovava ancora in tutti i balli fino alla guerra del 1914-1918. I balli ufficiali si aprivano sempre con una quadriglia d'onore.
Apparsa sotto il Consolato, la serie di contraddanze diverse, erede del pot-pourri di contraddanze introdotto nei balli intorno al 1770, si componeva di una successione di quattro, cinque o sei contraddanze, in un ordine casuale; si parlò presto di "Quadriglia di contraddanze", con la parola quadriglia(derivata dall'italiano per "squadra") che significa, in questo contesto:" seguito di", "insieme di". All'inizio, la quadriglia di contraddanze riuniva le contraddanze più varie. Abbastanza rapidamente però , alcune contraddanze preferite divennero di rigore. È il caso della Poule, ad esempio, pubblicata nel 1800, il cui successo non si smentisce mai. Come notava il Journal de Paris del 17 aprile 1807: "La Poule è una delle contraddanze che risalgono a sette o otto anni fa, e che si balla ancora con più piacere. [...] Donne di Parigi, imparate la Poule, la Poule sarà sempre di moda. »
La forma "classica" della quadriglia di contraddanze si stabilì sotto la Restaurazione, ed era composta da cinque figure fisse : il Pantalon, l'Été, la Poule, la Trénis (o la Pastourelle) e la Finale (che è solo una ripresa della figura dell' Été incorniciata da chassés-croisés).
Ognuna di queste figure era quindi stata inizialmente una contraddanza isolata, con la sua propria musica ; per evitare la monotonia di sentire sempre le stesse arie, si era presto scelto di creare nuove musiche per le coreografie che invece non cambiavano.
Una delle caratteristiche più notevoli della quadriglia nei suoi inizi, è l'alto livello tecnico richiesto ai ballerini. Dalla contraddanza del XVIII secolo con figure complesse e varie, ma con passi semplici, si era passati ad una danza dalle figure semplici e stereotipate, ma ad innumerevoli passi difficili. Quelli che venivano chiamati i “beaux danseurs”, al primo posto dei quali bisogna citare il famoso Trénis (che ha dato, come si è visto, il suo nome a una figura della quadriglia), ebbero un'influenza considerevole. A tal punto che i “beaux danseurs” di società eguagliavano, e a volte superavano, i ballerini professionisti. Abbiamo innumerevoli testimonianze di questo fatto, in particolare dalla penna dei numerosi stranieri che, approfittando della pace di Amiens, affluiscono a Parigi negli anni 1802-1803. Come ha notato John Gustavus Lemaistre durante un ballo in cui era presente:
"Le signore ballavano mirabilmente bene; ma sembravano farlo piuttosto per essere ammirate che per divertirsi; qualsiasi straniero che entrasse improvvisamente nella stanza avrebbe creduto di trovarsi davanti ad allieve dell'Opera e non davanti alle eredi di famiglie nobili. Ballare a Parigi è più una scienza che un divertimento; mentre coloro che ballavano sembravano sorvegliare il loro minimo passo e conformare il loro minimo movimento alla regola, gli spettatori scrutavano e criticavano con un'attenzione tutta professionale» (A Rough Sketch of Modern Paris, 1803).
In questo contesto di alto virtuosismo, uno dei momenti chiave della Quadriglia era l'esibizione del cavaliere, nella Pastourelle o nella Trenis, otto battute durante le quali il ballerino doveva mostrare le sue capacità tecniche e la sua inventiva.
A partire dal 1830, nello stesso momento in cui la denominazione "Quadriglia di contraddanze" era abbandonata a favore della semplice "quadriglia", quest'ultima si è evoluta e si è notevolmente semplificata. Una delle trasformazioni degne di nota è stato il passaggio, molto frequente, da una formazione di quattro coppie in quadrato, a quella di due coppie faccia a faccia, allineandosi su altre quadrettes, in modo di formare lunghe colonne. Questa configurazione viene chiamata, nei manuali di danza stranieri, "alla parigina".
Un'altra evoluzione notevole della quadriglia fu la comparsa di una nuova figura finale, la Saint-Simonienne. Questa figura è descritta per la prima volta in un manuale pubblicato nel 1835 da un maestro di danza piuttosto oscuro, di nome Saint-Jacome, che proponeva una "nuova quadriglia francese"; se questa nuova quadriglia sembra aver avuto solo un pubblico molto modesto, la finale Saint-Simonienne, d'altra parte, divenne estremamente popolare e sostituì quasi ovunque, la finale tradizionale.
Inoltre, dopo diversi decenni di pratica del virtuosismo, i passi brillanti iniziarono ad essere giudicati pretenziosi e di cattivo gusto dalla buona società; furono gradualmente abbandonati, a vantaggio di passi semplici. L'abbandono progressivo dei passi elaborati nei salotti è stato controbilanciato dalla comparsa di passi eccentrici e svergognati nei balli pubblici. Sono stati gli studenti del quartiere latino, e le loro compagne le grisettes, che hanno introdotto queste innovazioni nella quadriglia, presto chiamato cancan, alla Grande Chaumière e alla Closerie des Lilas, verso il 1829.
La Quadriglia Francese, sempre più semplificata, continuò ad essere ballata regolarmente fino alla Grande Guerra, ma fu in competizione, a partire dal 1856, con l'apparizione della Quadrilla dei Lancieri, il cui successo fu fulmineo. Questo successo spinse i maestri di danza a proporre, praticamente ogni anno, una nuova quadriglia, come il Caledonian (1857), il Principe Imperiale (1858), il Quadrille Russe (1859), il Quadrille des Dames(1861), le Variétés Parisiennes (1866), ecc. Nessuna di queste quadriglie ha avuto un successo duraturo; solo la Quadriglia Americana creata da Gustave Desrat nel 1880, è riuscita a imporsi più a lungo. Composto per poter ballare sulla musica di qualsiasi quadriglia francese, è stata adottata con entusiasmo dalle giovani generazioni, mentre i loro genitori la disapprovavano e la vedevano solo come una "cavalcata frenetica".
L'esame dei programmi e dei quaderni di ballo dei primi anni del XX secolo ci mostra che le danze di coppia─ valzer, polka, schottish, ecc. ─ avevano definitivamente guadagnato il primo posto nelle serate danzanti, lasciando tuttavia un posto onorevole alle danze a figura; nella maggior parte dei balli, si potevano ballare almeno due o tre Lancieri, e altrettante quadriglie (senza che si sappia chiaramente cosa si nascondeva sotto questo termine generico: quadriglia francese, quadriglia americana, oppure una miscellanea dei due, poiché sappiamo che la “Boulangère ” della Quadriglia Americana a volte sostituiva la Saint-Simonienne come figura finale). |
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Michel-Olivier Lebas (1783-1843), La chaîne des dames (1821) |
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Michel-Olivier Lebas (1783-1843), L’Été (1818) |
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Cari lettori, questa sezione è dedicata a voi!
Hai voglia di condividere un argomento, un'esperienza, raccontarci una scoperta (danza, storia, costume, musica...), quindi non esitare a scriverci a president@lecercleterpsichore.com.
Questo spazio è aperto a tutti ! Vi aspettiamo :-) |
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Agnès Troncy dell'associazione Le Quadrille du Lac (Aix-les-Bains) ci racconta una giornata di condivisione e di danze organizzata congiuntamente da tre associazioni del Cercle Terpsichore: Le Quadrille du Lac, Révérences (Lione) e Les Fêtes Costumées (Ginevra).
Grazie a Agnès per il suo contributo alla posta dei lettori.
Che buona idea, a partire da un tirocinio sotto la guida di Richard Powers aperto a tutte le associazioni, organizzare poi una giornata di ripasso!
Per non dimenticare i passi, e per non dimenticare gli altri appassionati!
Il 16 febbraio ci è stato proposto e abbiamo risposto in gran numero alla chiamata!
Come è giusto, questa revisione si è inserita nello spirito della condivisione, organizzata dalle nostre 3 associazioni della nostra bella Regione Rodano Alpi e della Svizzera; così, i lionesi, savoiardi, ginevrini e valdesi hanno ballato insieme, condiviso un pasto canadese insieme, (molti) ri insieme, e (anche molto) cercato i loro passi.
E se per un certo numero di noi è stata l'apprensione a dominare all'inizio della giornata (sarò abbastanza bravo?), si è attuata una bellissima comunione di spiriti, di memoria e dei nostri piedi.
Sotto la direzione di Yvonne Vart e di Annie Vignot le Borne, i balli appresi con Richard hanno ripreso forma, le coppie di ballerini si sono formate e riformate, e al piacere della danza è stato aggiunto il piacere di fraternizzare con le altre associazioni.
Ed è così che una giornata densa di lavoro della memoria e del corpo è diventata un meraviglioso ricordo per i nostri 3 gruppi.
Continuiamo a scambiare, a condividere, questa è la ricchezza di Terpsichore, e ciò che rafforza la nostra passione! |
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Grazie a Edda Guglielmetti dell'associazione Les Fêtes Costumées de Genève che ci propone un articolo online (in lingua francese) su Le Toilette da ballo e i codici sociali nel romanzo del XIX secolo.
" Rito e corporeità, la danza è da sempre una pratica privilegiata della socialità, dove l'armonia del corpo significa la grazia dello spirito. Nel Rinascimento, il balletto è in realtà un ballo di corte, specchio di una società ordinata, che mostra la sua magnificenza, il che spiega la permanenza di un fascino che si riflette nei balli dei secoli successivi. La danza collettiva è il superamento di sé e l'attenzione all'altro, lo studio personale e l'applicazione unificante, che sostiene la coesione sociale e consente sia il controllo che la liberazione del corpo... "
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